... ritrovo Claudio in forma, sereno, ride e scherza con la pacatezza di sempre ... mi racconta che una volta - tornato dal Perù - è stato messo in isolamento dieci giorni perchè si era ammalato e nessuno capiva cosa avesse... tornato a casa è ripartito per il Tibet ed è stato malissimo ... poi la malattia è scomparsa improvvisamente qualche mese dopo ... così come era venuta... quel giorno telefonò a sua moglie dal Brasile per dirgli che era felicissimo ... posso immaginarlo!
Gli ho chiesto come ha fatto a diventare Cavaliere della Repubblica ... mi risponde: "Non lo so... un giorno - nel 1985 - è suonato il telefono a casa ...era Pertini - il presidente di allora - ... mi ha detto "Vieni a Roma che Ti faccio Cavaliere!" ". Incredibile, ma vero!
... mi racconta anche di Ambrogio Fogar ... delle prime esperienze al Polo Nord ...
... la mattina dopo scopriamo che durante la notte è sceso più di un metro di neve... nel primo pomeriggio il sindaco ha invitato i turisti a lasciare il paese per evitare disagi lungo i 30 km di tornanti che portano fino a qui...
" ... i leader delle imprese capirono subito che, per fare in modo che la gente "volesse" i beni che non aveva mai desiderato prima, dovevano creare "il consumatore insoddisfatto". Charlse Kettering, della General Motors, fu tra i primi apostoli del Vangelo del consumo. La GM aveva già iniziao a introdurre variazioni annuali dei modelli di automobile che produceva e a realizzare campagne pubblicitarie pensate per rendere il consumatore insoddisfatto dell'automobile che possedeva. "La chiave della prosperità economica", affermava Kettering, "è la creazione organizzata dell'organizzazione". L'economista John Kenneth Galbraith, anni dopo, ha sintetizzato l'affermazione osservando che la nuova missione dell'attività d'impresa era "creare i bisogni che vuole soddisfare"
" ... Marx era convinto che il continuo sforzo dei produttori per sostituire il lavoro umano con quello della macchina si sarebbe dimostrato, alla fine, autolesionista. Eliminando direttamente il lavoro umano dal processo di produzione e creando un esercito di riserva di disoccupati - la cui pressione sui salari contribuisce alla riduzione del costo del lavoro - il capitalista scava la propria fossa, dal momento che riduce progressivamente il numero di consumatori che detengono un potere d'acquisto sufficiente a sostenere la domanda dei beni che produce... "
La via di oggi, dura ma non impossibile, ci ha temprato ben bene, certo è stata necessaria qualche azzeratina ma le difficoltà erano alla nostra portata... unico inconveniente... il freddo!!! dal sesto tiro in poi siamo finiti in ombra e abbiamo perso almeno 5°C !!!
il grande freddo in preparazione alle salite invernali... hehehe! Grazie tante a Nughi e a Matteo!
Un'intera sera a guardare fotografie del Monte Bianco: Patrick fa un po' ridere quando parla ma riesce a coinvolgerti con il suo accento italofrancese ... partiamo insieme prima sulle vie Normali del tetto d'Europa ed arriviamo infine alle vie estreme aperte da lui durante la sua lunghissima carriera alpinistica ... una persona semplicissima ed umilissima ... un aereo indiano pieno di diamanti precipitato nel '62 sulla cresta di Peuterey e uno dei suoi piloti ritrovato congelato a km di distanza dal luogo dello schianto ... la tragedia del Freney che si conclude con la morte di Oggioni e Bonatti che viene accusato di omicidio....
Bellissime fotografie, specialmente quella che ha chiuso il suo diporama...
Fino a sotto il tetto la via era asciutta... poi quando sono arrivato in sosta e ho guardato sopra ho avuto un calo di entusiasmo... qui gocciola tutto, conviene proseguire? Va beh, si dai... facciamo un tentativo, la via è chiodata bene...
WOW, il tetto è un mostro ma alla fine riusciamo a superarlo... cerdo dobbiamo ricorrere a ogni sorta di artifizio che conosciamo: cordini, fifì, staffe, ... alla fine il pezzo duro si può salire anche senza toccare la roccia... ... e non è certo finit qui... prima di chiudere la via ci sono altri due tetti da superare... ma li lascio al caro Christian... he! he! he! L'ultimo tiro è una placca bellissima, oramai però siamo così abituati ad affrontare tetti che nella progressione schifiamo gli spit ...
... e per finire ho un'ideona:
"Conosco una ferrata che in brevissimo tempo ci riporta all'attacco senza fare il lunghissimo sentiero per scedere" "Ma, Mauro, come mai nessuno sa dell'esistenza di questa ferrata?" "Eh! Eh! Eh! Semplice, sono tutti cretini tranne noi due, vedrai quanto tempo risparmieremo!" "Ma ... non c'è stato mica un crollo a circa metà parete qualche anno fa... insomma... questa ferrata è sicura??" "CERTO CHE SI', FIDATI DI ME! He! He! He!"
Dopo quasi un'ora di discesa lungo la ferrata Christian si ferma su un piolo metallico e mi guarda... "Guarda Mauro... qui c'è un cordino abbandonato!..." "Ottimo, l'avrà lasciato lì qualche alpinista poco esperto, tiralo sù dai, un cordino guadagnato ... Ehi! perchè ti sei fermato??" "Mauro, mmmmmm, la ferrata ... è finita!"
Non ci resta che calarci, la frana ha interrotto la ferrata a metà e scendere è un casino ... poco dopo il crollo affiorano nel pietrisco i resti del cavo metallico ma non è semplice trovare la via di discesa... inoltre è quasi notte e non si vede quasi più nulla...
Qui si vede il termine della ferrata sul vuoto, il cavo metallico strappato dai detriti che sono alla base della parete... Aiuto!
...alla fine della giornata mi ha stancato di più la discesa che fare tutti quei tetti!
"Già alla vigilia, aveva tramato un ingegnoso stratagemma con cui avrebbe forse potuto sventare le macchinazioni del misterioso avversario. Lo stratagemma consisteva nel commettere volontariamente un'azione assurda ma inaspettata, che esulasse dall'ordinamento sistematico della vita, portando così la confusione nella sequela di mosse architettata dal suo avversario. Era una difesa sperimentale, una difesa per così dire a casaccio, ma Luzin, pazzo di terrore di fronte all'imminenete, inevitabile iterazione in arrivo, non riusciva a trovare niente di meglio."